TIRESIAS  (un personnage en troi corps)  –  TIRESIA  (un personaggio in tre corpi)

HD film with sound
2015
Directed by Daniele Pezzi

Original script by Daniele Pezzi

Original music by Giovanni Lami

Cinematography by Daniele Pezzi

Editing by Manuel Savoia

With the support of: MAGP of Cajarc, BBB of Toulouse, Chapelle Saint-Jacques of Saint-Gaudens, and Dolomiti contemporanee of Belluno

Produced by Daniele Pezzi and Fondazione Nuovi Mecenati

Lenght: 60’00”

 

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Tirésias narrates of three stages in the self-consciousness development of a character.

During the first part the protagonist is a photographer that comes back to her home town after a long walking journey through the planet. During this solitary experience of self discovery she collected photos to build an atlas of natural and uninhabited places. Approaching the civilization she witness a metaphoric revelation. In a corn eld she found herself confronting a mysterious creature. The monster takes off it’s mask and reveals it’s human nature, determining the passage from the ancestral Nature to a reality of illusions, tricks and action.

After attending a party of a community of passionate cinephils, the photographer crosses the drape of a stage and transforms in to a new being.
From the thick curtains comes out a transvestite that continuosly changes his gender and look through makeup sessions. One of his characters witnesses a debate inside a bookstore in Toulouse. A group of people discusses about utopia, democracy, and human rights.

The protagonist, embodying the utopia of the total fluidity, changes again. A mutation that starts the third stage, wherein the character is crossing the Pyrenees with the identity hidden under a shapeless mask. During its walk it finally understand his condition. It remembers of having been in other bodies, of being unable to control its transformations, and understands it just have to accept and adapt to it.

Carrying a huge sack, like a smuggler, it crosses the abandoned border between France and Spain. A get- away that is truly a propelling sprint towards the future. The character fisically exits a reality, the contemporary France, and at the same time, exits the movie hoping, to reappear one day.

Tirésias has been shot in autumn 2015, during a residency involving three French Art centers, based in the central Pyrenees region (the MAGP in Cajarc, the BBB in Tolosa and the Chapelle Saint-Jacques in Saint-Gaudens).

The Art residency ordained the transfer in all the three places for a limited amount of time. The narration is the result of this producing method, that suggested the idea of a shape-shifter protagonist that psychologically and bodily changes according to the locations.

He will nd himself playing a part, always different, that is the only compromise resulting from the clash between the limits of the background, the actor’s personality, the weather conditions, and all the unpredictable events of the surrounding reality.

The basic idea originated from a conceptual shift of the mechanisms regulating the Dissociative Identity Disorder. In the DID, the traumas caused by the exterior reality to the subject are producing psycological reactions that create alternative personalities, while in the character protagonist

of Tirésias the mutations are shown straight on the body. Thereafter the character’s body becomes, more and more, a political manifesto; it embodies all the characteristics of all the social outcasts, because only through a relocation in reality it can fully understand its own singularity.

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Tirésias racconta tre fasi nello sviluppo dell’autocoscienza di un personaggio.

Nella prima parte la protagonista è una fotografa che torna a casa dopo un lungo viaggio a piedi attraverso il pianeta. Un percorso solitario di riscoperta di sè durante il quale ha raccolto un atlante fotografico di luoghi, naturali e disabitati. Prima di ritornare nella civiltà si ritrova a vivere una rivelazione metaforica. In un campo di mais si trova di fronte a una creatura misteriosa. Il mostro si toglie la maschera e si svela umano, segnando il passaggio dalla natura ancestrale alla realtà delle illusioni, dei trucchi e della finzione. Dopo la visita alla festa di una comunità di appassionati cine li, la fotografa attraversa la quinta di un palcoscenico e si trasforma in un nuovo essere.

Dal sipario emerge un trasformista che attraverso il trucco cambia continuamente genere e aspetto. Una delle sue incarnazioni assiste a un dibattito in una libreria di Tolosa. Un gruppo di persone parla di utopia, di democrazia, di diritti umani. Il protagonista, incarnando l’utopia della fluidità totale, si trasforma nuovamente. Una mutazione che segna il passaggio alla terza fase, in cui Il personaggio attraversa a piedi I Pirenei con l’identità definitivamente nascosta da una maschera ingombrante. Durante il cammino prende finalmente consapevolezza della sua condizione. Si ricorda di essere stato in altri corpi, di non essere in controllo di queste trasformazioni ma costretto ad accettarle e ad adattarsi.

Trasportando un imponente sacco, come un contrabbandiere, attraversa il con ne abbandonato tra Francia e Spagna. In una fuga che è, in realtà, una spinta propulsiva e inevitabile verso il futuro. Il personaggio esce fisicamente da una realtà, quella francese contemporanea, e allo stesso tempo esce da questo lm nella speranza, un giorno, di ricomparire.

Tirésias è stato filmato nell’autunno del 2015 durante una residenza che ha coinvolto tre centri d’arte francesi situati nella regione dei Pierenei Centrali (il MAGP di Cajarc, il BBB di Tolosa e la Chapelle Saint-Jacques di Saint-Gaudens). La residenza prevedeva lo spostamento per tappe nelle tre località in un arco di tempo definito. Il racconto è il risultato di questo approccio produttivo, che ha suggerito l’idea di un protagonista muta-forme che cambia psicologicamente e fisicamente al cambiare del contesto in cui si trova. Il ruolo che si trova ad interpretare, di volta in volta, è la sintesi possibile dello scontro tra I limiti del contesto, la personalità dell’interprete, le condizioni climatiche, e gli eventi imprevedibili della realtà circostante.

L’idea di base parte da una sorta di inversione dei meccanismi che definiscono il disturbo dissociativo dell’identità. Mentre nel DDI I traumi che la realtà esteriore causa sul soggetto determinano reazioni difensive di natura psicologica che generano personalità alternative, nel personaggio

protagonista di Tirésias le mutazioni si manifestano nel corpo in modo visibile. Il corpo del personaggio, quindi, diventa progressivamente un manifesto politico, Incarnando tutte le istanze dei soggetti marginali alla società, perché è attraverso un ricollocamento nella realtà che può definitivamente comprendere la propria singolarità.

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